Photobucket

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket

Photobucket


MusicPlaylist


>

Photobucket

Photobucket

Photobucket

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Photobucket

Vedi altri media

Photobucket




by Blografando & Ab

Photobucket

Photobucket

www.flickr.com
Questo è un badge Flickr che mostra le foto pubbliche di pennanera0867. Crea il tuo badge qui.

Photobucket

Immagine di A volte ritornano

Photobucket

Photobucket Photobucket Photobucket
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Graffi(a)ti

Scrivoeleggo

Blog degli Autori - Scrittori nella Blogosfera - Premio Speciale del Molinello per la diffusione della letteratura nel web

blognuvolebanner[1]

Photobucket

Blografando-Costruisci il tuo blog

Distribuito da Adelebox

WALKING ON MY SHOES - DEPECHE MODE

Postato alle 21:14 di giovedì, 28 giugno 2007

Tra gli anfratti e i sotterranei, tra i muri e le intercapedini dei palazzi rivolti alla notte si muovono interi schieramenti di esseri dallo sguardo fiero e dalla mano forte.
Lasciano tracce di sangue e brandelli di carne, carne non umana ma carne indemoniata. Sono affamati. Affamati di male e bramosi d’amore. Sono divoratori di demoni e di streghe, di maghi e di carnefici. Nelle città senza anima spunteranno da ogni dove e aprendo le loro ali formeranno venti e cicloni che spazzeranno via l’aria resa irrespirabile dagli errori e dalle meschinità.
Angeli neri contro angeli bianchi. Lotte eterne che si ripetono nei secoli. La fine di un inizio come il serpente che si morde la coda, Uroboros.
Indistintamente e senza limiti tutto e il tutto cadrà su se stesso. Rovinosamente.
Le barriere erette dai signori della guerra non reggeranno l’urto della gigantesca onda e crolleranno su se stesse travolgendo passanti e astanti, servitori e serviti.
Dal cielo spunteranno lingue di fuoco e pioveranno sassi grandi come montagne e più pesanti dell’universo. E’ la fine! Grideranno tutti. E’ la fine!
Spade luccicanti e lance controvento ostruiranno il passaggio delle inutili azioni difensive dei signori in nero. La luce ha bisogno di prevalere non le oscure malvagità nascoste nelle anime degli uomini. Si percepiranno grida di battaglia e suoneranno le trombe dell’apocalisse.
Per ricostruire bisogna distruggere. Tutto si trasforma niente si trattiene.
Come la fenice risorse dalle proprie ceneri, anche dai resti umani seppelliti sotto cumuli di terra e di fango una nuova razza risorgerà e il nuovo mondo avrà uno spazio meno limitato nell’universo. Le menti si apriranno, i cuori si solleveranno come aquiloni nel vento e poi la vita riprenderà ad irradiare il suo amore.


permalink | Leggi i commenti commenti (1)
Categorie del post: metahorror Grazie per i vostri commenticommenti (1)

Postato alle 20:37 di mercoledì, 27 giugno 2007

Tormentato e disorientato dalla folla che danza nei rumori della città, cammino alla ricerca di un “se” contrastato dalle correnti magnetiche e dagli effluvi tossici.
Con sguardo riflessivo scandaglio gli occhi dei passanti adornati di fretta e di nervosismi.
In loro l’isterismo collettivo regna sovrano lungo i marciapiedi di questa metropoli oramai senza più una guida, oramai senza più un fine.
Tutto gira vertiginosamente come una trottola lanciata all’impazzata dentro la quale l’indifferenza e l’insostenibilità dell’essere umano porgono le loro facce sporche all’opaca luce del mondo.
Ridotto alla stanchezza e all’affaticamento mi affloscio sopra il corpo che mi ospita cercando un po’ di sollievo e di ristoro.
Cerco di dormire adombrandomi sotto le pensiline delle stazioni e tra i cassonetti nei vicoli.
Riscopro contrariamente alle mie aspettative che il sonno è solamente una deviazione temporanea dei dilemmi, e ricomincio daccapo il mio pellegrinare dentro le mura per non soffrire di dissoluta solitudine.

 

permalink | Leggi i commenti commenti (2)
Categorie del post: connessioni Grazie per i vostri commenticommenti (2)

Postato alle 19:52 di martedì, 26 giugno 2007
Capogiri e silenzi.
Rumori senza senso.
Discontinuità di pensiero.
Affiorano in superficie
Afflizioni e sensazioni.
Vicoli senza luce.
Sferzate di vento gelido.
Cravatte troppo strette.
Devastazioni consapevoli
Stridore di vite in bilico
L’immobilità dentro come
campane di agonie.
Suonano stridori di allarmi
Vacqui e lontani.
Il vento non cambia le direzioni
ma muta le anime trafficose.

permalink | Leggi i commenti commenti (2)
Categorie del post: poeticamente Grazie per i vostri commenticommenti (2)

Postato alle 19:45 di lunedì, 25 giugno 2007
Guardò l’orologio. Era in ritardo ma non gli andava di preoccuparsene troppo.
Corvi neri dal becco grigio e dalle grandi ale si sollevarono dal tetto della chiesa che sovrastava la città per finire planando sulle piattaforme delle case adiacenti. I loro escrementi fumanti contaminarono l’aria e ogni animale che passava da quelle parti si inebriava dei fumi rilasciati da tali sostanze finendo per cadere stramazzato al suolo privo di sensi.
L’uomo vestito di rosso rimase cosi nello spazio di un tempo infinito senza capire che cosa gli stava accadendo giacchè tutto l’universo intorno a lui stava per compiere una rotazione di trecentosessanta gradi.
Era tempo di andare e di evadere da quella gabbia di cemento e di metallo stridente. Solamente un sogno o un incubo gli sarebbero stati di grande aiuto in quell’impresa.
Fasulla la gente intorno a lui. Spettinata e allampanata, truccata e provocatrice. Indifferente e schiava delle abitudini.Sventolavano bandiere nere sopra i palazzi e il sole si affacciava guardingo da una nuvola che voleva tenerselo tutto per sé, chiari segnali di un evidente stato di gelosia e di possessività.Camminando lungo il marciapiedi si accorse che i tombini della fognatura e i cassonetti della spazzatura erano le tane di stranissime creature dai volti grigi e tristi agili e veloci come dei ratti. Non erano roditori, non erano animali comuni. Erano creature immonde e senza volto.Si barcamenava tra un vicolo e l’altro mentre i muri parlavano a lui come angeli custodi in preda ad una crisi mistica. Avvisaglie. Il campanile non voleva smettere di suonare proprio adesso che era arrivato nella casa nera dove bisognava lasciare il silenzio per entrare a vivere il frastuono delle anime. Le sue forze e i suoi gesti crollarono improvvisi come schiacciati da un caterpillar e un fumo nero e intenso lo avvolse fino ad entrare nelle narici.
Ripeteva un mantra di preghiere indo-cinesi per alterare quello stato di lieve allucinazione post-acido ma lui di acido e di droga non ne aveva mai fatto uso.
La scena cambiava repentinamente e in men che non si dica ogni parametro biologico e neurale si decomponeva letteralmente. Lo scioglimento delle molecole alcaline e dei globuli sanguigni lo stavamp scortando sulla soglia dell’oblio. Nessun oggetto particolare lo affascinava ne lo calamitava particolarmente dentro al tugurio in cui la sua mente lo aveva condotto; tranne un teschio riposto su un trespolo. Tra i pochi denti rimasti stringeva una rosa gialla e sul capo aveva un cappello stile cowboy con una penna di struzzo infilata nel cinturino. Poi il cranio si aprì in due parti e fuoriuscì un coniglietto bianco con gli occhietti rossi e vispi. Saltellò via attraversando tutta la stanza guardando con disprezzo l’uomo venuto dal di fuori.
Sulle mensole vi erano appoggiati barattoli di formaldeide contenenti feti di draghi e di altre creature fantasy che si animarono quando l’essere umano li sfiorò con la mano.
Le porte dell’inferno dovevano essere cosi o suppergiù su questa falsariga, pensò e con un moto sussultorio prima e ondulatorio dopo, l’uomo si ritrovò disteso sul prato del giardino di casa con accanto una bottiglia contenente del liquido amniotico e tra le diverse colorazioni che assumeva quella sostanza intravide la sua nascita e la sua morte in balia di uragani e di tempeste. Tutto si spense e ritornarono le tenebre con i loro mantelli color fuliggine e le fruste insanguinate per tenere svegli tutti coloro che volevano sognare rimanendo fuori dal tempo.

permalink | Leggi i commenti commenti (2)
Categorie del post: metahorror Grazie per i vostri commenticommenti (2)